Centro Sociale della Pace
Una comunità unita e solidale
Al Centro Sociale della Pace di Bologna, Casa di Quartiere, nel cuore del Pratello, accogliamo tutti per condividere cultura, socialità e momenti di crescita insieme. Un luogo in cui sentirsi parte di una comunità viva e aperta, pronta a costruire insieme un futuro di pace e integrazione.

Il blog della Pace
In questa sezione diamo informazioni, aggiornamenti, notizie rilevanti per la vita del centro.
ATTENZIONE! Il Centro Sociale della Pace è un’associazione di promozione sociale che può erogare servizi esclusivamente ai propri soci. Ricordatevi di rinnovare la vostra tessera ANCESCAO la prima volta che tornate al centro. Le tessere sono tutte scadute il 31/12/2025. Non sarà più possibile acquistare alcuna consumazione al bar senza esibire la tessera annuale.

Fusion Task. gio 10 set 2026, ore 21:30. Suoneria presenta: Fusion Task, Trio fusion jazz
Punk Collision vol. 1 – sab 5 set 2026, ore 20:30. Jinwu presenta: Punk Collision Vol. 1. Concerto con Kobra a Go Go – dirty and loud rock n’ roll, e Reru – punk hard-core elettronica.


Jamu Pradel – gio 3 set 2026, ore 19:30: Jamu Pradel: Jam session.
Bilancio 2025 del Centro Sociale della Pace. Ieri 26 maggio 2026 durante l’assemblea dei soci, è stato approvato il bilancio 2025, consultabile dal link.

Le attività
Il centro è aperto ogni giorno se ci sono attività programmate; il bar è aperto dal mercoledì alla domenica dalle 17:30 alle 22:30. Il Centro offre una serie di attività per i soci: movimento posturale, e ginnastica dolce; Qi Gong e Hata yoga; ballo liscio e corsi di tango e swing; concerti di gruppi emergenti; laboratori di teatro per ragazzi; Ricamo, cucito, e chiacchiere; sportello informatico; eventi culturali e di mobilitazione sociale; e tante, tante altre cose. Qui puoi trovare il programma delle attività per questo mese. Ma la cosa più furba è iscriversi al canale WhatsApp del Centro Sociale della Pace, così riceverai sul tuo cellulare aggiornamenti in tempo reale su tutte le attività e, se poi ti scocci, puoi sempre disiscriverti. Per iscriverti clicca qui.
Il Centro Sociale della Pace fa parte della Rete delle Case di Quartiere di Bologna, che comprende luoghi della comunità diffusi su tutto il territorio cittadino.

La storia
“L’ormai (un tempo) mitico “Circolo Pavese” ha cominciato la sua vita in questo quartiere ed è stato fondato da un gruppo di partigiani della zona nel maggio del 1945, subito dopo la liberazione della città, avvenuta il 25 aprile dello stesso anno. L’azione svolta da questo “circolo” risente delle caratteristiche ambientali della zona e delle condizioni particolari dei fondatori, nei quali le esperienze della vita partigiana e delle lotte di liberazione si sono sovrapposte alle consuetudini della vita che gli individui si erano formate fin dall’infanzia, vivendo nel suddetto quartiere”. “Nascita e vita del Circolo Pavese”, tesi di laurea di Bruna Minardi, 1968.
Prima della seconda guerra mondiale, gli spazi in via del Pratello 53 ospitavano un asilo per bambini e poi divennero luogo di ritrovo per varie associazioni e per le feste della Befana dei bambini del quartiere. Quindi fu naturale che, dopo la liberazione, diventasse sede del Circolo dedicato a Cesare Pavese. Nel 1950 il circolo si affilia all’ARCI e svolge principalmente la funzione di dopolavoro: c’è un bar, si gioca a carte e a biliardo; il pomeriggio ci vanno i pensionati e la sera si danza (rigorosamente in stile Filuzzi, lo stile di ballo liscio di Bologna) nella sala da ballo.
Dal 1964 il circolo inizia a cambiare. Si insedia una Commissione Cultura che amplia le finalità del circolo. Si organizzano serate di teatro e di cinema militante, mostre di pittura, corsi di storia del movimento operaio e conferenze su Cesare Pavese. Si ospitano anche dibattiti pubblici sulle attività del sindacato, sul dialogo tra cattolici e marxisti, sull’obiezione di coscienza, sul movimento pacifista. Si organizzano concerti jazz, blues, e gospel e si fanno i cineforum.
Le due anime, quella degli anziani dopolavoristi ed ex partigiani, e quella dei giovani che fanno “attività da professori”, ma lentamente questi due mondi si mescolano: i pensionati con il quartino di vino al pomeriggio, gli amanti del liscio alcune sere a settimana, i teatranti, i cinefili, i “militanti” che intendono fare attività politica attraverso la cultura.
Nel 1970, la compagnia Teatro Evento, fondata a Bologna nel 1969 dal regista e drammaturgo Gianfranco Rimondi insieme all’attrice Marina Pitta, si trasferisce nei locali del circolo. La loro produzione più significativa fu “L’eroica e fantastica operetta di via del Pratello” del 1973. Tra il 1976 e il 1978 le attività di cineforum si intensificano fino al trasferimento del cineclub “L’Angelo Azzurro”, fondato nel 1978 nello scantinato di Palazzo Bentivoglio, nei locali del Circolo Pavese. Si trasferirà nel 1984 al cinema Lumière, nella vicina via Pietralata, per poi diventare la prestigiosa Fondazione Cineteca Bologna.
Verso la fine del 1981, un collettivo di artisti di strada e animatori del DAMS inizia a ritrovarsi e a provare sketch comici in un locale in via del Pratello 53. Il 1º gennaio 1982 viene inaugurato il circolo ARCI “Cesare Pavese” al Pratello, che diventa rapidamente il centro culturale della città, con il Gran Pavese Varietà, spettacolo di cabaret animato, tra gli altri, da Patrizio Roversi, Syusy Blady, Vito Bicocchi, Eraldo Turra e Luciano Manzalini (poi divenuti i Gemelli Ruggeri), Olga Durano e Freak Antoni.

La fine del Gran Pavese Varietà, nel 1984, anticipa di poco la chiusura del Circolo ARCI Pavese. Negli anni successivi, i grandi spazi storici di via del Pratello 53 vengono riorganizzati parzialmente. Una parte diventa un centro ricreativo per anziani (dedicato al gioco delle carte e al ballo liscio), mentre un’altra diventa il PraT Teatri Comunità. Questa fase di transizione si conclude formalmente nel 1997, anno in cui la struttura viene rifondata con il nome di Centro Sociale della Pace, Associazione di Promozione Sociale affiliata all’ANCeSCAO, e oggi opera anche come Casa di Quartiere riconosciuta dal Comune di Bologna.
Con gli anni il centro anziani si è evoluto in centro sociale e casa di quartiere, offrendo attività per tutte le fasce d’età: per i più piccoli ci sono laboratori creativi, attività ludiche e spettacolo; per gli adolescenti corsi di street art e giochi di ruolo; per gli adulti corsi di vario tipo, presentazioni di libri, concerti, proiezioni, spettacoli teatrali e tanto altro; per gli anziani pomeriggi di liscio, corsi di memoria e attività motoria. La maggior parte dei corsi è gratuita. Gli incassi principali provengono dalle tessere e dall’attività del bar, e l’intera gestione del centro è sostenuta da volontari.
Ma il centro, oltre a essere casa di quartiere, è anche un luogo di produzione culturale e di dibattito politico, grazie anche alla collaborazione con l’associazione Pratello R’Esiste. In sintesi, il Centro Sociale della Pace produce una cultura strettamente intrecciata alla politica del territorio: memoria antifascista, diritti, solidarietà e partecipazione si traducono in laboratori, spettacoli, feste, assemblee e occasioni di socialità.
Molti dei fatti narrati sono stati tratti da una raccolta di articoli su Pratello curata da Zic.it. Tra questi, “Via del Pratello 53 – La storia del Circolo Pavese”, pubblicato nel 1987 su “Mongolfiera” e attribuito a Valerio Monteventi, da cui abbiamo tratto la citazione della tesi di Bruna Minardi.
Dove siamo
«Strada di schiavi e di puttane. Di protettori e ladri di polli. Di mangiatori di topi. Anche di gatti, ovviamente. Origini oscure. Suburbia. Suburbia anche dopo, una volta inglobata alla città. Addossata alle mura. Terrorizzata dai mutamenti. Quasi campagna e quasi città. Rifugio di giocatori d’azzardo, esperti in truffa alla francese, preti, uomini arrapati, alcolizzati, cacciatori di topi, spie, travestiti. Fame perenne. Regno del precariato. Indolenza. Nel corso dei secoli».
(Emidio Clementi, La notte del Pratello, 2001)
Siamo al n. 53 di via del Pratello, un rione di Bologna con una lunga storia. Abitato già in epoca romana, lasciato fuori dal primo cerchio di mura, diventa “luogo alberato con i peri”, da cui il nome medievale della contrada, Burgi Peradelli, fatto di storie di lavandaie, di prostitute e di piccoli artigiani che vendevano ghiaccio o il ferrovecchio. Negli anni ’60, questo rione popolare comincia a diventare una fucina politica e culturale per la città di Bologna. Oltre al Pavese e all’Angelo Azzurro, va citata Radio Alice, una delle prime radio libere italiane, una “radio di intervento politico militante”. Oggi il Pratello è noto per la sua vita notturna e la street art, ma nel nostro centro sociale rimane fedele alla sua storia.

Contattaci facilmente per qualsiasi informazione o supporto.
Associazione Centro Sociale della Pace A.P.S.
via del Pratello 53, 40122 Bologna
+39 051 6490058
